Consulente di comunicazione: chi è, cosa fa e perché è importante

Scopri chi è il consulente di comunicazione, cosa fa e perché può fare la differenza nella strategia comunicativa di un’azienda moderna.

Nel mondo iper-connesso di oggi, dove il rumore di fondo suona più forte che mai, riuscire a emergere e farsi valere non è più solo un desiderio ma una necessità vera e propria.

E qui, lasciamelo dire, entra in scena una figura che potresti non aver mai davvero considerato, ma che fa tutta la differenza tra restare nell’anonimato o costruire una reputazione solida e capace di resistere nel tempo: il consulente di comunicazione.

Di certo, non stiamo parlando di qualcuno che si limita a “chiacchierare” sul tuo brand: questo professionista è quello che tiene in mano la bacchetta d’orchestra, fa danzare ogni tua parola nei canali giusti e si assicura che il messaggio arrivi, forte e chiaro, alle orecchie che davvero contano.

Capire fino in fondo chi sia, cosa faccia davvero e perché oggi sia così fondamentale può davvero tracciare il confine tra successo e… il famoso “chi l’ha visto?”. E fidati, investire su consulenti di comunicazione all’altezza delle aspettative è uno di quegli step strategici da non rimandare se ci tieni a far crescere il tuo progetto.

Chi è il consulente di comunicazione e cosa significa questo ruolo

Prova un attimo a pensarci: il consulente di comunicazione è allo stesso tempo stratega, storyteller e, sì, anche il custode della reputazione di un’azienda (o di una persona, che certe volte anche i VIP hanno bisogno di una spintarella, eh!). Ma allora, che cos’è davvero un consulente di comunicazione? In due parole: la guida esperta che prende per mano aziende e individui, aiutandoli a definire, difendere e migliorare la loro immagine pubblica.

Diversamente da chi esegue e basta, qui parliamo di qualcuno che studia il contesto, individua gli obiettivi che contano e tira fuori dal cilindro un piano pensato ad hoc. Fare comunicazione significa, né più né meno, costruire ponti solidi tra te e chi ti sta attorno – clienti, dipendenti, investitori, stampa, opinione pubblica… hai presente quando devi spiegarti bene a una cena di famiglia? Ecco, moltiplicalo per mille.

Un esperto di comunicazione (che suona sempre importante, vero?) è proprio quella figura che riesce a dare un senso, una coerenza, e magari anche un pizzico di magia, a ogni messaggio che parte dal tuo marchio.

Differenze tra consulente di comunicazione e consulente marketing

Diciamolo chiaro: la confusione tra queste due figure è all’ordine del giorno. E ti capisco, perché spesso lavorano a stretto contatto, ma – attenzione! – le loro missioni sono diverse, anche se si danno il cambio sul palco. Il consulente comunicazione e marketing esiste, certo, ma sono due mondi paralleli che ogni tanto si incrociano.

Cos’è che fa il consulente marketing? Il suo chiodo fisso è la vendita. Pensa a ricerche di mercato, alla promozione dei prodotti, all’acquisizione di nuovi clienti e – fondamentalmente – a far suonare la cassa. Le sue strategie sono tarate per aumentare le conversioni, il fatturato, il ROI.

Il consulente di comunicazione, invece, guarda più in là del soldo subito: lavora sulla percezione, rafforza l’immagine pubblica, stringe rapporti con i media (qui siamo nel territorio delle Public Relations), organizza la comunicazione interna e si fa trovare pronto anche quando scoppia la crisi. Detto tra noi, non è che non gli interessi che tu venda, anzi; però il suo fuoco sacro è costruire fiducia, credibilità e una reputazione che dura nel tempo, creando le premesse per far prosperare anche tutte le attività di marketing che seguiranno a ruota.

Le competenze chiave per diventare consulente di comunicazione

Se pensavi che bastasse saper parlare bene o avere il dono della battuta pronta, mi sa che ti devo dare una notizia: serve molto di più, ma niente panico! Un consulente di comunicazione che si rispetti mette insieme un mix di doti trasversali e specifiche.

Cosa serve davvero? Beh, prima di tutto una penna affilata: scrittura e storytelling sono le tue armi migliori per costruire storie che funzionano ovunque – da una brochure fino a una storia su Instagram. Poi entra in gioco il pensiero strategico: qui bisogna saper analizzare scenari anche belli complicati, scegliere le mosse migliori e metterle giù in un piano d’azione concreto.

Non dimenticare le relazioni con i media: saper parlare (e, spesso, negoziare) con giornalisti e blogger è cruciale. E ovviamente la padronanza dei nuovi strumenti digitali: social network, SEO, content marketing… tutte quelle sigle che fanno venire il mal di testa a chi non è del mestiere.

Se poi hai anche un minimo di public speaking nelle vene e sei un asso nel restare calmo anche quando la situazione si fa spinosa (la famosa gestione delle crisi!), sei sulla buona strada. Last but not least: empatia e ascolto attivo, perché capire davvero cosa vogliono il cliente e il suo pubblico… quello sì che fa la differenza tra chi improvvisa e chi ottiene risultati veri.

Cosa fa un esperto di comunicazione nella pratica

Qui mi piace svelarti il dietro le quinte. Cosa fa un consulente di comunicazione? E, tanto per dirla tutta, cosa fa praticamente un esperto di comunicazione? In soldoni: trasforma la strategia in azioni di tutti i giorni.

Si parte con la creazione di piani integrati (quelli che fanno quadrare tutti i canali), si scrivono comunicati stampa che non fanno dormire i giornalisti, si coltivano rapporti con influencer e media. Non può poi mancare la produzione di contenuti – post, articoli di blog, newsletter – che abbiano veramente qualcosa da dire e non finiscano subito nel cestino.

Tra una call e l’altra, organizza eventi, conferenze stampa o webinar per sostenere il brand e accompagnare i lanci di nuovi prodotti. Un compito davvero fondamentale, anche se spesso dietro le quinte, è tenere d’occhio (costantemente) la reputazione online e offline – seguire le conversazioni, scovare le critiche e, se serve, intervenire con diplomazia.

E poi, fornire vere e proprie consulenze comunicazione al management per affinare la capacità di interagire – e con i media e con il pubblico generale. Insomma, una giornata tipo? Beh… difficile trovarne due uguali!

Consulenze di comunicazione: in cosa consistono e a chi servono

Forse ti stai chiedendo: ma nel concreto, che cos’è una consulenza di comunicazione? Semplice: è quel servizio che ti serve ogni volta che vuoi migliorare (o difendere) la tua immagine. Di solito si parte con una bella radiografia, una sorta di audit che analizza i punti forti e… quelli da sistemare.

Poi subentra il consulente di comunicazione, che si mette al tavolo con il cliente, definisce obiettivi chiari (sì, quelli misurabili!), individua il target di riferimento e fa nascere i messaggi giusti. Da qui si passa all’azione: viene stesa una road map di attività, si scelgono i canali migliori e il tutto è seguito da una serie di indicatori (i famosi KPI) per capire se si sta andando nella direzione giusta o c’è da aggiustare il tiro.

Per chi sono utili queste consulenze? Spoiler: praticamente per tutti. Dalle startup con voglia di farsi notare alle PMI che puntano in alto, passando per le grandi aziende che si muovono tra mille sfide di reputazione, fino ai professionisti o ai personaggi pubblici che devono costruirsi un’immagine impeccabile (o magari recuperarla dopo una piccola scivolata).

A proposito, se senti che la comunicazione della tua azienda potrebbe davvero fare il salto di qualità ma non sai da dove partire – o semplicemente vuoi avere una visione esterna e qualche consiglio ultra-personalizzato – puoi prenotare subito una consulenza gratuita di 30 minuti con uno dei nostri esperti di MarketingDIRETTO. Fidati, mezz’ora che può davvero fare la differenza, perché parlare con chi se ne intende spesso accorcia la strada verso i risultati!

In quali settori opera un consulente di comunicazione

La parola d’ordine qui è: versatilità. E non è solo un modo di dire! I consulenti di comunicazione trovano spazio praticamente in ogni settore, che tu ci creda o no, perché – parliamoci chiaro – ovunque c’è bisogno di comunicare.

Quali sono le possibilità di lavoro in questo campo? Dalle tech company che cercano la notorietà, alla moda che vuole raccontarsi con stile, dai colossi del pharma e della finanza, fino al settore food, turismo e hospitality. Non se la passano male nemmeno nel terzo settore (ONLUS e fondazioni), nella pubblica amministrazione e – ovviamente – nella politica, dove saper comunicare è l’unica vera arma oltre alle strette di mano.

Alcuni si specializzano su una nicchia particolare diventando la “voce” riconosciuta di quel mercato; altri invece preferiscono restare generalisti, modellando la strategia in base al contesto. Ma il cuore della questione non cambia mai: il mestiere resta quello di gestire reputazione, relazioni e immagine attraverso una comunicazione ragionata e mai lasciata al caso.

Quanto guadagna un consulente di comunicazione professionale

Arriviamo al punto che incuriosisce tutti: quanto si porta a casa un consulente di comunicazione? Beh, come spesso succede, dipende. Un junior agli inizi, magari dentro un’agenzia bella strutturata, può aspettarsi uno stipendio intorno ai 25.000-35.000 euro lordi all’anno.

Con il tempo, l’esperienza e qualche cliente importante, una figura più senior riesce a superare tranquillamente quota 50.000-60.000 euro annui.

E chi lavora da freelance o guida la propria agenzia può puntare anche più in alto: qui entrano in gioco portfolio clienti, reputazione, capacità di trattare progetti complessi… insomma, possono esserci cifre non indifferenti, specie negli ambiti più “caldi” come gestione delle crisi o la comunicazione finanziaria, dove essere un punto di riferimento significa anche poter chiedere di più. Ammettiamolo: le possibilità ci sono, ma serve guadagnarsele giorno dopo giorno.

Come intraprendere la carriera di consulente di comunicazione

Se ti sei innamorato dell’idea e vuoi buttarti, partiamo subito con una buona notizia (e una meno buona… ma nulla di tragico). Il percorso non è mai identico per tutti, ma alcuni passaggi sono quasi obbligati.

Come si parte? L’università è spesso la base solida: Scienze della Comunicazione, Relazioni Pubbliche, Lettere o Marketing ti danno le fondamenta teoriche che aiutano. Però – e qui viene il difficile – la teoria da sola non ti porta lontano: servono esperienze sul campo, stage, tirocini, magari in agenzia o direttamente nel reparto comunicazione di qualche azienda.

Pian piano, si costruisce un bel portfolio lavori che mostra ciò che sai fare. Parallelamente, il networking è la vera chiave: conosci persone, scambi idee, rimani aggiornato sulle ultime novità e qualche porta si apre quasi da sola.

Per fermarsi il tempo non c’è, perché il settore si trasforma di continuo: aggiornarsi e formarsi diventa una necessità (e, fidati, anche una fonte di soddisfazione). Voler essere un consulente comunicazione e marketing? Beh, serve impegno costante e una bella dose di curiosità… ma boring non sarà mai!

Se sei arrivato fin qui (complimenti, non è scontato), hai ormai capito che il consulente di comunicazione è la figura decisiva nel panorama di oggi e di domani.

Il regista silenzioso che trasforma tutto ciò che dici – o che taci – in valore reale, avvicina pubblico e brand e, ogni giorno, costruisce mattoncino dopo mattoncino quella reputazione che fa la differenza tra l’esistere e l’essere ricordato.

Certo, le sfide non mancano… ma credimi: la soddisfazione di modellare una reputazione vincente è una di quelle cose che ti fa guardare indietro e pensare “ne è valsa proprio la pena!”.

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