Ammettiamolo: nel 2025, se vuoi davvero lasciare il segno online – e non perderti tra mille notifiche e qualche algoritmo un po’ capriccioso – hai bisogno di un canale tutto tuo, diretto e senza intermediazioni.
Parliamo di cose serie: ti sei mai domandato, così come fanno in tanti, come creare una newsletter che abbia davvero senso?
No, non quella che subito finisce nel cestino digitale, ma quella che la gente aspetta con curiosità, apre e magari sorseggia un caffé mentre la legge.
Bene, se ti rivedi in questa descrizione, qui troverai una guida schietta e dritta al punto: niente giri di parole, ti porterò passo passo dai fondamentali tecnici alle strategie furbe che possono trasformare la tua newsletter in quell’appuntamento fisso che nessuno vuole più saltare.
Insomma, vedremo insieme come creare una newsletter efficace anche partendo da zero completo. Pronto? Si parte!
Perché creare una newsletter è ancora una strategia vincente
Ogni tanto qualcuno profetizza la fine dell’email. Eppure, guarda caso, l’email marketing è ancora lì, tenace come una maratona di serie TV: tra gli strumenti con il ROI più alto di tutto il panorama digitale.
E ti spiego perché: la newsletter, a differenza di tutti gli altri canali dominati dagli algoritmi (che oggi sì, domani “vedo non vedo”), ti permette di raggiungere le persone realmente interessate a quello che hai da raccontare.
Non sei più un ospite a caso nella loro timeline, ma un invitato speciale nella loro casella di posta (un po’ come quando sei tu a scegliere chi invitare a cena). E chi si iscrive alla tua newsletter, fidati, l’ha fatto perché gli importa.
Ma occhio a non fare confusione tra newsletter e DEM: anche se spesso questi due termini si usano come fossero sinonimi, puntano a obiettivi diversi.
Che differenza c’è tra una newsletter e una DEM? Semplice: la newsletter punta a informare, raccontare, costruire un rapporto di fiducia. È un appuntamento che coltiva la community.
La DEM, invece, è “commerciale puro”: si tratta di invii pensati solo per promozioni, offerte o vendite.
Alla fine della fiera, spesso conviene trovare la giusta miscela tra le due cose, ma la base, la colonna portante per creare relazioni forti, è la newsletter.
E credimi, se sai come fare una newsletter, ti stai costruendo un vero asset: una lista di contatti che ti appartiene e che cresce di valore nel tempo, per qualsiasi tua iniziativa.
Strumenti gratuiti e a pagamento per la creazione newsletter
Arriviamo a una delle prime domande pratiche: “ma mi basta inviare a mano le email ai miei amici da Gmail?” Eh… fosse così facile!
Mi dispiace dirtelo, ma non è proprio la strada migliore, anzi: rischi limiti sui destinatari, finisci dritto nella cartella spam e – soprattutto – chi ti dice poi chi ha aperto davvero la tua mail?
Come inviare una newsletter con Gmail o simili? Beh, te lo dico chiaro: è una soluzione poco professionale e dopo poco scoprirai che non funziona più.
E allora, che si fa? Entri nel mondo dei servizi di email marketing, i cosiddetti ESP. Ce ne sono parecchi – chiari, semplici e pure gratuiti per cominciare.
Quali strumenti puoi usare per creare una newsletter senza spendere un euro? Ti faccio qualche nome: Mailchimp, Brevo (sì, l’ex Sendinblue) e MailerLite sono ottimi per iniziare.
Hanno limiti di invii o iscritti, ma ti danno tutto quello che serve per prendere confidenza con il sistema.
Vuoi fare le cose più in grande? Passi a un piano a pagamento e… et voilà, sblocchi strumenti avanzati come automazioni, test A/B, segmentazioni certosine: roba che fa davvero la differenza se vuoi diventare un asso delle newsletter.
Come fare una newsletter passo dopo passo
E adesso veniamo alla ciccia: come si crea, in pratica, una newsletter? Lo so, sembra un percorso tortuoso… ma niente panico, ti guido io.
Primo step: decidi cosa vuoi ottenere con le tue email. Informare, vendere, educare, intrattenere? Facile a dirsi, ma se non lo hai chiaro le email finiranno per sembrare un po’ confuse, tipo una chat di gruppo dispersiva.
Poi, chiediti: a chi vuoi rivolgerti davvero? Più conosci il tuo pubblico, la tua buyer persona, più sai essere centrato nei contenuti che proponi.
Una volta deciso il “target”, scegli la piattaforma (ricordi i nomi di prima?) e imposta l’account.
Adesso si passa al design: serve un template – sì, quello che i tuoi iscritti riconosceranno a colpo d’occhio – che abbia lo stile del tuo brand, ma soprattutto sia responsive, ovvero perfetto su smartphone come su computer.
Fidati, ormai il 90% delle persone apre tutto dal telefono.
Una volta che hai pronto il tuo “abito su misura”, dedica attenzione al contenuto della prima newsletter. Testi pensati, immagini che colpiscono (senza esagerare), una CTA chiara – che se no il lettore finisce per chiedersi “e ora che faccio?”.
Prima di fare invio, mandala sempre a te stesso per una prova generale: meglio correggere subito eventuali pasticci con i link o dettagli fuori posto, piuttosto che accorgersene a giochi fatti.
E ultimo step, ma fondamentale: quando hai spedito, analizza tutto. Controlla chi apre, chi clicca e chi si disiscrive; sono dati preziosi per affinare la strategia e imparare come creare una newsletter sempre più efficace… Sul serio.
Ah, piccolo momento di pausa ma fondamentale: ti senti confuso sulla strategia migliore, vuoi un parere esperto proprio tarato sulla tua realtà, o vorresti evitare errori tipici di chi parte da zero?
Allora, un consiglio spassionato: approfitta subito della consulenza gratuita di 30 minuti con un esperto del team MarketingDIRETTO. Niente trappole, solo consigli pratici e una chiacchierata costruttiva che potrebbe chiarirti le idee più di mille guide online!
Elementi fondamentali per scrivere una newsletter efficace
Punto chiave: tutto si gioca spesso ancora prima che il lettore apra la tua email. E qui entra in campo l’oggetto: la prima cosa che si vede nella casella di posta, il tuo “biglietto da visita”.
Deve essere breve (promesso: niente romanzi), onesto, curioso, diverso dalla solita pubblicità aggressiva che mette subito in allarme l’antispam mentale.
Subito dopo l’oggetto, c’è il preheader, ovvero quella frasetta che fa compagnia all’oggetto e che può fare davvero la differenza: usala bene, perché in pochi caratteri puoi aggiungere un elemento di curiosità o chiarire subito il valore della mail.
La verità è che, spesso, da questi due dettagli dipende già il destino della tua newsletter: apertura o “ciao ciao”.
Ma veniamo all’interno. Cosa scrivere in una newsletter per catturare l’attenzione? In poche parole, grazie al buon copywriting, porta valore vero. Sì, niente chiacchiere inutili.
Consigli “solo per iscritti”, qualche anteprima, una storia che incuriosisce, approfondimenti che risolvono un dubbio – quello che sai che davvero interessa alla tua community.
Struttura pulita (paragrafi brevi, un grassetto al posto giusto, niente muri di testo), immagini che danno respiro, design ordinato. E mai dimenticare la call to action chiara: chi legge deve sempre sapere quale passo successivo vuoi che compia.
Ecco il mix perfetto per scrivere una newsletter che la gente dica: “Questa voglio leggerla ogni volta!”.
Come creare una newsletter aziendale che converte
Se il tuo obiettivo non è solo informare il pubblico, ma anche far “muovere” qualcosa – magari portare visite, lead o vendite – la domanda naturale è: come creare una newsletter aziendale che spinga davvero all’azione?
E qui, la tentazione sarebbe bombardare di prodotti dalla prima riga all’ultima… ma credimi, non funziona.
Meglio puntare su contenuti che mostrino competenza e autorevolezza: racconta casi studio, spiega come si usano i tuoi prodotti, condividi testimonianze di clienti felici, analizza le news del settore a modo tuo… tutto questo crea fiducia e ti posiziona come “esperto che sa il fatto suo”.
La vera svolta però, per aumentare davvero i risultati, si chiama segmentazione. Mandare la stessa mail a tutti? No, grazie.
Se “tagli” la tua lista in gruppi diversi (ad esempio per interessi, acquisti già fatti o grado di interazione) puoi personalizzare il messaggio e parlare “alla persona giusta al momento giusto”.
Così le possibilità che leggano, clicchino e – magari – acquistino davvero, schizzano alle stelle.
E ovviamente controlla sempre i click ai tuoi link: sono loro a dirti se la strada è quella buona o se occorre ritoccare qualcosa per creare una newsletter efficace e davvero profittevole!
Strategie per raccogliere iscritti alla newsletter
Facciamo un gioco: immagini una radio senza ascoltatori? Ecco, è quello che succede con una newsletter senza iscritti.
Quindi, come raccogliere email per inviare una newsletter? Segreto: la crescita della lista iscritti è importante quanto scrivere bene le email.
Come far salire il numero degli iscritti? Metti moduli di iscrizione chiari e visibili sul sito in punti strategici (footer, barra laterale, magari un pop-up poco invadente).
Ma qui arriva il punto: spesso serve un incentivo per fare il passo. Entra in scena il famoso lead magnet: regala un ebook, una checklist, l’accesso a un webinar, oppure uno sconto speciale per i nuovi iscritti.
Chi riceve valore, lascia volentieri il suo indirizzo.
Usa anche i social, attraverso una buona strategia di social media marketing: metti il link per iscriversi nella bio, fai storie o post che raccontano i vantaggi della tua newsletter e il perché iscriversi ti cambia la giornata.
E se sei uno di quelli che va agli eventi – o magari hai un negozio fisico – raccogli i contatti pure offline, sempre con trasparenza e, ovviamente, consenso esplicito e informato (qui il GDPR non scherza).
Mai dimenticare: meglio pochi iscritti coinvolti che una folla di curiosi disinteressati. Lacrime? Neanche per sogno: meglio qualità che quantità, sempre.
Quando e con quale frequenza inviare una newsletter
Hai presente quella domanda che vorrebbero farti tutti? “Ma quando è meglio inviare una newsletter?”. Eh, qui una risposta universale non esiste.
Dipende, ma davvero, da chi sono i tuoi iscritti. Se lavori con altre aziende (B2B), di solito i giorni lavorativi e le ore d’ufficio funzionano meglio.
B2C? Qui spesso la sera o il weekend vanno alla grande perché la gente ha un attimo di respiro e si dedica a ciò che gli interessa.
Però, te lo dico: sperimenta! Le piattaforme, ormai, hanno l’A/B test integrato: fa’ dei test su giorni e orari e vedi con i tuoi occhi quando ti apre più gente.
La verità si trova solo nelle statistiche, ovvero nei KPI corretti, non nei “sentito dire”.
Capitolo frequenza: la parola d’ordine è costanza.
Non serve bombardare i tuoi iscritti ogni giorno (a meno che tu non sia l’unico fornitore mondiale di gossip imperdibili), ma nemmeno farsi sentire una volta l’anno.
Che sia settimanale, ogni due settimane o una volta al mese, l’importante è fissare un appuntamento fisso con i lettori. Così sanno quando aspettarsi la tua newsletter e non ti dimenticano.
Scegli una frequenza che riesci a mantenere senza impazzire, perché – credimi – il rischio burnout è dietro l’angolo. Meglio una bella mail al mese che dieci invii frettolosi e poco curati. Sostenibilità prima di tutto.
Costi e consigli per gestire una newsletter nel lungo termine
Arriviamo al tasto dolente. Quanto costa creare e gestire una newsletter? Qui la risposta è: dipende (e qui ci stava pure un sospiro…).
Se parti, puoi senza problemi affidarti ai piani gratuiti degli strumenti di cui parlavamo all’inizio: ottimi per la fase test e per rodare le prime strategie. Quando poi gli iscritti crescono, occorre mettere mano al portafogli con un piano a pagamento proporzionato a quanti ne hai e a quante newsletter invii.
Aggiungici poi il tempo: pensare, scrivere, progettare… sono ore che almeno all’inizio metti tu gratis, ma se poi passi tutto a un copywriter o designer, bisogna considerare anche il loro compenso.
Per restare sereni nel lungo periodo, il trucchetto è questo: tieni “pulita” la lista. Togli ogni tanto gli iscritti dormienti che non aprono nemmeno per sbaglio – farai un favore alle tue statistiche (e pure all’ego).
Analizza sempre i dati: quali argomenti hanno più successo, cosa piace davvero, quali CTA convertono di più. E, non aver paura di chiedere direttamente ai tuoi iscritti cosa vogliono: il feedback spesso è illuminante.
Insomma, la newsletter aziendale o personale è un organismo vivo, muta, richiede flessibilità e voglia di imparare. Cambiare strategia, come parte delle tue più ampie strategie di marketing, non è una sconfitta: è il vero segreto per tenere la newsletter sempre fresca, utile e soprattutto efficace come leva di marketing.
La strada è lunga, ma – fidati – ne vale ogni singolo click.
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