Fasi del marketing strategico: quali sono e come guidano le decisioni aziendali

Scopri tutte le fasi del marketing strategico, dall’analisi di mercato alla definizione degli obiettivi e strategie, con esempi pratici e strumenti utili.

Immagina di essere in mezzo a un mercato sempre più affollato, dove ognuno cerca di farsi notare a colpi di idee, pubblicità e offerte. Ecco, se ti butti nella mischia senza sapere dove vuoi andare, beh… finirai un po’ come una barca senza timone nel bel mezzo della tempesta. E fidati, non è bello!

La bussola che ti salva – e che serve davvero a qualsiasi azienda, piccola o grande che sia – si chiama marketing strategico. Comprendere davvero a fondo le fasi del marketing strategico non è soltanto roba da manuali universitari, ma il punto di partenza per guadagnarti un bel po’ di punti in più rispetto agli altri.

Tradotto: metti le basi per una crescita sana e non rischi di girare a vuoto. E sai la cosa più interessante? Conoscere le fasi piano di marketing ti aiuta a usare bene budget e risorse varie, reagendo in modo furbo (e non a caso) quando il mercato decide di cambiare musica.

Cos’è il marketing strategico e perché ti dovrebbe interessare

Aspetta, prima di infilarti nei dettagli, fermati un secondo a chiederti: ok, ma che cos’è davvero questo marketing strategico? E quali sono, in soldoni, le sue tappe principali?

In pratica, è un percorso di analisi e scelta che ti fa guardare lontano, non solo la roba da fare domani mattina. Serve a farti trovare la tua nicchia, quel vantaggio che puoi difendere sul lungo periodo.

Dimentica le azioni buttate lì alla cieca: qui si ragiona su tutta la scena – mercato, concorrenti, quello che sai fare meglio degli altri – e si decidono obiettivi che contano sul serio. Perché, senza una direzione chiara, rischi di sprecare energia e budget in mille rivoli inutili – e ammettiamolo, nessuno vuole trovarsi a ricostruire i cocci!

Perciò, tra le caratteristiche del marketing strategico ci sono proprio la visione a lunga gittata, l’essere un passo avanti (piuttosto che rincorrere sempre qualcosa) e la capacità di adattarsi a quello che succede fuori dalla porta dell’azienda.

Le fasi del marketing strategico: uno sguardo d’insieme

Non stiamo parlando di “una volta e via”, ma di un viaggio a tappe che, se fatto bene, puoi ripetere ogni volta che serve. E allora, quali sono le fasi del marketing strategico? Le chiamano in tanti modi diversi, ma alla fine la sostanza gira sempre intorno a tre grandi momenti.

Prima arriva la fatidica fase analitica – qui ti guardi intorno (mercato, clienti, quelli che ti stanno facendo concorrenza) e ti osservi anche dentro casa (risorse, capacità, punti deboli). Poi tocca alla fase strategica, quella dove stabilisci mete, scegli per chi vuoi lavorare (targeting) e decidi come essere visto dagli altri (posizionamento).

Infine, la parte pratica: la fase operativa. Qui concretizzi e porti tutto a terra, cioè metti in pratica le strategie col vero e proprio piano di marketing. Te lo dico senza tanti giri di parole: masticare bene le fasi del marketing strategico ti fa risparmiare tempo, soldi e anche un po’ di mal di testa…

Analisi di mercato: partire col piede giusto fa la differenza

Ogni strategia che si rispetti parte sempre dalla stessa domanda: “Dove sto mettendo i piedi?” Insomma, la prima delle fasi del marketing strategico è quella dove raccogli informazioni, analizzi dati e ti fai un’idea bella chiara su dove giochi la tua partita.

E ti starai pure chiedendo: ma quali strumenti si usano davvero nel marketing strategico? Beh, ci sono dei classici intramontabili – come l’analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats) che ti aiuta a vedere punti forti, punti deboli e pure minacce o occasioni che arrivano dall’esterno.

Magari ti imbatti pure nell’analisi PESTEL, per scrutare i mega-fattori fuori dal tuo controllo, oltre a un giro d’orizzonte sulla concorrenza. Alla fine, lo scopo è chiaro: non agire a casaccio, ma basare la tua strategia su dati veri e spazzare via le supposizioni tirate a indovinare (che, fidati, spesso si pagano care).

Decidere gli obiettivi e il posizionamento: la mossa che fa la differenza

Dopo che hai perlustrato il terreno, la domanda successiva viene spontanea: dove vuoi arrivare davvero? Qui entri dentro una delle tappe più impegnative sul serio – rispondere a quali sono gli obiettivi del marketing strategico.

Non basta sparare sogni a caso o “vorrei tanto crescere”. Qui si parla di traguardi SMART: Specifici, Misurabili, Raggiungibili (Achievable), Rilevanti e con un tempo definito. Giusto per fare un esempio: crescere del 10% in due anni, o entrare in un nuovo settore entro dodici mesi.

Intanto, non va dimenticato il posizionamento strategico – cioè, in parole povere, quale “posto fisso” vuoi conquistare nella mente dei tuoi clienti rispetto a chi fa lo stesso lavoro tuo. Qui ti giochi davvero tutto: dalla comunicazione al prezzo, se hai chiaro il posizionamento, tutto fila dritto. Non riesci a calarlo in questo passaggio? Rischi solo confusione e poca riconoscibilità. Senza voler fare il professore, ti assicuro che questa parte è il centro di gravità delle fasi piano di marketing.

Segmentare il target e scegliere dove puntare

Diciamocelo: voler piacere a tutti è il modo più rapido per non piacere davvero a nessuno. E qui entra in ballo la segmentazione, ovvero il trucco per dividere il “grande mare” del mercato in isole più piccole e omogenee – gruppi di persone che hanno esigenze o passioni simili.

Queste isole puoi riconoscerle perché magari stanno tutte in un’area geografica, hanno una certa età, uno stile di vita particolare, oppure certi comportamenti d’acquisto. Una volta messi in fila questi gruppi, scatta la seconda parte: targeting. In pratica, scegli quali isole sono davvero interessanti per te – e su quelle concentri tutte le tue energie.

Così eviti di disperdere sforzi, parli chiaro a un pubblico preciso e ti giochi davvero la partita per vincere. Alla fine, chi si interroga su come si svolge il processo di marketing strategico, qui trova la differenza tra sparare nel mucchio e andare a segno. E, sei d’accordo anche tu, preferiamo tutti la seconda opzione!

Strategie competitive e differenziazione: il tocco che ti rende unico

Una volta che hai deciso in che mare nuotare e che posizione vuoi tenere, la domanda da un milione di dollari arriva puntuale: ok, ma come battiamo la concorrenza? Qui devi scegliere che tipo di gara vuoi correre: c’è chi punta a essere il più economico (leadership di costo), chi invece si inventa qualcosa di unico e inimitabile (la sacrosanta differenziazione!), oppure chi si concentra su un pubblico molto ristretto.

Nella pratica quotidiana, la differenziazione spesso si rivela vincente: aggiungi qualcosa, o nel prodotto, o nel servizio, o addirittura nel canale di vendita o nell’immagine del tuo brand, che ti fa uscire dal coro. Qui serve davvero fantasia e un pizzico di coraggio.

Sì, perché in questa delle fasi del marketing strategico ti costruisci quell’identità forte che dura, anche quando cambia il vento del mercato. Non perdere questa occasione!

Il vero piano di marketing strategico: mettere nero su bianco per non perdere la bussola

Le idee sono bellissime, ma se restano solo in testa o girano in una chat di gruppo, rischiano di svanire come nebbia la mattina. E qui entra in gioco lui: il piano di marketing vero e proprio. Ti starai chiedendo: quali sono le fasi di un piano di marketing strategico fatto come si deve?

La risposta è quasi una check-list mentale (ma niente elenchi puntati, promesso!): si parte con una panoramica generale (l’executive summary), si fa una sintesi dei dati raccolti (analisi della situazione), si mettono nero su bianco gli obiettivi di marketing, e si illustrano bene le strategie (ehi, parliamo sempre di segmentazione, targeting e posizionamento).

Poi rimangono operative tutte le decisioni pratiche – quelle che si chiamano Marketing Mix o 4P/7P – seguite dal budget (già, i numeri servono, rassegnati!) e il sistema per controllare i risultati (i KPI, che ti dicono se hai fatto centro o se c’è da correggere il tiro). Il piano racchiude tutto, evitando che ognuno vada per conto suo e garantendo a tutti in azienda una mappa chiara da seguire. Le fasi piano di marketing, insomma, mettono in moto la strategia e la trasformano in realtà.

Ehi, aspetta un attimo! Se tutto questo ti sembra utile ma magari vorresti approfondire questi passaggi con qualcuno del mestiere, perché non prenoti una consulenza gratuita di 30 minuti con un esperto del team di MarketingDIRETTO? Ci vuole meno di quanto pensi e, tra noi, è un’occasione che davvero non capita tutti i giorni.

Facciamo chiarezza: strategia e operatività sono due cose, ma guai a separarle

Arriviamo a uno dei dubbi classici: ma qual è davvero la differenza tra marketing strategico e marketing operativo? Ti dico come la vedo io: uno è il direttore d’orchestra (strategia), l’altro sono tutti i musicisti (operatività) che rendono possibile la sinfonia.

Il marketing strategico pensa al perché e al cosa: disegna la rotta, fissa gli obiettivi grossi, decide la direzione da prendere. Insomma, è la testa che progetta.

Al contrario, il marketing operativo si preoccupa di come far succedere le cose: gestisce campagne, fissa prezzi dei prodotti, organizza eventi, pianifica i social… tutte azioni concrete che mettono in moto la macchina aziendale.

Attenzione! Una grande idea strategica senza una buona esecuzione resta soltanto aria fritta, ma anche le migliori “mosse tattiche” sono inutili se non c’è dietro una strategia coerente. Insomma, ci vogliono entrambi, e vanno pure a braccetto se vuoi portare a casa il risultato!

Ti è piaciuto questo articolo e vorresti sapere come mettere in leva queste strategie per aumentare il fatturato della tua attività?

Allora prenota una consulenza gratuita e senza impegno di 30 minuti con noi! A presto!

WhatsApp
Facebook
LinkedIn