Digital strategist: chi è, cosa fa e perché è fondamentale

Scopri chi è il digital strategist, cosa fa, quali competenze deve avere e perché è una figura chiave nel digital marketing per aziende di ogni settore.

Ammettiamolo: oggi muoversi nel mondo digitale senza una rotta è un po’ come tentare di attraversare un labirinto a occhi chiusi… e fidati, nessuna azienda può più permettersi di improvvisare.

Non ti basta più “esserci” online – serve una strategia, una direzione, qualcosa insomma che dia davvero senso all’investimento che stai facendo. E qui – esatto, proprio in questo punto strategico – entra in campo una figura che ormai fa la differenza: il digital strategist.

No, non stiamo parlando di qualcuno che semplicemente “fa cose online”, ma di chi progetta, orchestra, coordina e, in sostanza, dà un senso a tutto ciò che accade nei canali digitali di un’azienda. Se vuoi davvero capire perché questa figura è diventata così centrale e come può rivoluzionare la strategia di qualsiasi business (compreso il tuo!), allora mettiti comodo: tra poco ti svelo pro, contro e tutto ciò che serve sapere – il tutto con quel pizzico di ironia che, suvvia, non guasta mai.

Che cos’è un digital strategist e qual è il suo ruolo

Facciamo chiarezza subito su chi è davvero questo digital strategist. Hai presente un direttore d’orchestra? Ecco, immagina una bacchetta magica digitale che guida tutte le attività online della tua azienda: beh, quella persona è lui.

Non è il classico tecnico che si concentra sul singolo aspetto – tipo il social media manager che si occupa solo dei post, o il mago della SEO che sta tutto il giorno tra keyword e algoritmi. Il digital strategist è una specie di regista che tiene insieme la visione d’insieme.

Il suo compito? Trasformare gli obiettivi dell’azienda (quelli veri: vendite, notorietà, lead) in un piano digitale concreto, una vera e propria strategia digitale, che abbia testa, gambe e – soprattutto – misurabilità. Analizza concorrenti, scruta il target e costruisce una mappa (anzi, una vera e propria roadmap) che porta ogni iniziativa online verso un obiettivo preciso. Risultato? Niente più investimenti sparpagliati o perdite di tempo in progetti senza capo né coda. Ogni spicciolo e ogni ora lavorata aiuta a raggiungere qualcosa di vero. Et voilà.

Digital strategist: cosa fa concretamente in azienda

Ora, la domanda delle domande: che fa un digital strategist tutto il giorno? Eh sì, niente giornate tutte uguali per lui, garantito. Il suo lavoro è un mix frenetico (ma entusiasmante!) tra analisi, pianificazione rigorosa, coordinamento super-preciso e ottimizzazione costante.

Si parte con l’analisi: qui il digital strategist diventa una specie di investigatore privato, passando ore sui dati di mercato, studiando ogni movimento dei concorrenti e cercando di carpire tutti i desideri del pubblico (una vera ossessione, ma produttiva!).

Poi scatta la pianificazione: si raccolgono i dati, si fissano i famosi KPI, si scelgono i canali più adatti (SEO, SEM, social, email, content… insomma, tutta la “cassetta degli attrezzi” digitale) e si decide dove dirottare il budget. Ed eccoci al punto focale: qui non si tratta di buttare giù un piano per sport. Questo è proprio il cuore del lavoro: ideare il piano d’azione, che sia sensato e allineato agli obiettivi.

Ma non è finita: bisogna anche coordinare decine di specialisti, dal copywriter allo sviluppatore, dal grafico al social media manager… come un coach che tiene unita la squadra verso la stessa meta. Ultima – ma mai trascurabile – cosa: il monitoraggio. Il digital strategist non perde mai di vista i risultati e, appena c’è qualcosa da migliorare, parte con le ottimizzazioni per spremere fino all’ultima goccia di valore da ogni euro investito.

Compiti e responsabilità del digital media marketing strategist

Piccola precisazione di vocabolario: quando si parla di digital media marketing strategist, il focus si sposta un po’ di più sulla gestione dei media e sulle campagne a pagamento (quelle che, per intenderci, vanno su Google Ads, Facebook, Instagram, LinkedIn e via dicendo!).

Qui parliamo di qualcuno che si assume la responsabilità di pianificare e ottimizzare ogni singolo euro investito in pubblicità digitale, badando bene che ogni campagna porti visibilità e conversioni. Ma non basta lanciare un messaggio: bisogna anche capire bene chi parlare, con che tono, in quale formato e – se possibile – quando colpire.

Dalla scelta dei target, alla gestione creativa, da qui parte tutto. E il suo compito finisce… quando la campagna ha dato il suo massimo (e neanche allora, perché l’analisi non molla mai la presa!). Mantener fede al messaggio del brand su tutti i fronti, paid e owned media compresi, diventa la sua “mission”.

Certo, per restare sul pezzo, aggiornarsi sulle ultime piattaforme e sulle tendenze che spuntano come funghi nel digitale è obbligatorio. Ma quella visione d’insieme, che tiene l’azienda sempre un passo avanti, è ciò che rende questa figura difficilmente sostituibile. Anche perché il digital strategist media-oriented sa toccare il pubblico giusto al momento giusto, con le parole – e i contenuti – più efficaci.

Quali competenze deve avere un digital strategist

Ma cosa deve avere di speciale chi vuole eccellere in questo ruolo? Presto detto: un mix sopraffino di capacità tecniche (le cosiddette “hard skills”) e trasversali (“soft skills”). Te lo dico senza troppi giri di parole: per essere davvero efficace, il digital strategist deve masticare tutti i canali del marketing digitaleSEO, SEM, social media, content e email marketing (e sì, anche le pubblicità a pagamento).

Ma non finisce qui: devi saper leggere i dati meglio di un agente della CIA con strumenti come Google Analytics, SEMrush e compagnia bella, gestire budget in modo scientifico e arricchire il tutto con padronanza delle piattaforme advertising più quotate.

Credi che basti? Colpo di scena: senza soft skills la partita è persa. Bisogna pensare in grande, collegare le azioni digitali agli obiettivi d’impresa, comunicare con chiarezza (magari anche con una bella presentazione che lasci il segno!), guidare e motivare team variegati. E ti anticipo che la curiosità e la capacità di cambiare rotta al volo sono cruciali, perché il digitale non sta mai fermo… Cambia così in fretta che, se resti fermo, in pratica torni indietro.

Come diventare digital strategist: percorso formativo e carriera

E allora, ti stai chiedendo come si diventa davvero digital strategist? Ti deludo subito: non c’è un’unica strada dritta. Al contrario, la via passa spesso da un mix tra la formazione classica (economia, comunicazione, marketing e statistiche varie non guastano mai), l’aggiornamento continuo e il caro vecchio “mestiere” pratico.

Certo, una laurea aiuta, ma puoi anche partire da corsi specialistici, bootcamp, master digital marketing o certificazioni come quelle toste di Google, Meta o HubSpot.

Un consiglio da chi ci è passato: l’esperienza, quella vera, si fa spesso sul campo – partendo magari da ruoli verticali tipo SEO specialist o social media manager. È lì che impari le armi del mestiere e capisci come funziona ogni singolo canale. Da qui, pian piano, allarghi il giro e fai il vero salto in regia, prima come junior che sta dietro a un senior, poi come risorsa indipendente e, se giochi bene le tue carte, magari arrivi a comandare tu come Head of Digital o addirittura CMO. Dipende sempre dalle dimensioni e dall’organigramma dell’azienda, ovvio. Ma la crescita verticale, credimi, è davvero possibile.

Il ruolo del digital strategist nella strategia di marketing

Non pensare che il digital strategist sia una figura solitaria, una specie di guru isolato. Anzi, è la chiave di volta che collega la strategia aziendale con il marketing operativo. Tradotto: dal desiderio (apparentemente vago) di “espandersi in un nuovo mercato”, lui tira fuori un piano operativo concreto.

Analizza dati, trova i canali giusti per il target, studia il messaggio giusto e imposta i KPI da seguire. Un lavoro fondamentale? Sì, perché permette di far lavorare insieme (con logica) online e offline, dando al cliente finale la sensazione di vivere una vera esperienza omnicanale, senza intoppi.

Considerando che sempre più persone fanno tutto o quasi online, ignorare questo approccio significa davvero lasciare che la concorrenza ti sorpassi senza nemmeno accorgertene. In poche parole: il digital strategist non si limita a “far girare due post sui social”, ma ripensa completamente come l’azienda si relaziona con il suo pubblico e costruisce valore nel tempo.

Se stai leggendo fin qui e magari ti stai chiedendo come mettere in pratica tutto questo nella tua azienda senza perdere mesi di tentativi a vuoto… beh, posso darti un aiutino concreto. Ti basta prenotare una consulenza gratuita di 30 minuti con uno degli esperti del team di MarketingDIRETTO. Niente stress, nessun impegno, solo risposte vere ai tuoi dubbi digitali. Vedrai che è molto più semplice di quanto immagini.

Quanto guadagna un digital strategist e da cosa dipende

Ora veniamo a una delle curiosità più gettonate: ma quanto guadagna davvero un digital strategist? Di solito tra chi vuole intraprendere questa carriera questa è la domanda più gettonata (e francamente, chi non se la fa?). La verità? Dipende da mille fattori.

In Italia si parte, per un Junior che ha appena cominciato, da cifre attorno ai 28.000-35.000 euro lordi l’anno. Se sei diventato un professionista “di mezzo” (tra i 3 e i 5 anni sul campo), puoi già navigare tra i 35.000 e i 50.000 euro.

E poi, quando cominci a parlare di progetti grossi, risultati certificabili e magari anche ruoli manageriali, il tetto può salire oltre i 50.000, verso i 60.000 euro e – con un po’ di fortuna (e tanta bravura) – anche di più.

Ovviamente contano tantissimo l’esperienza, la città dove lavori (guarda caso Milano continua a restare in pole position per stipendi e opportunità!), la tipologia di azienda (multinazionale, startup, PMI), e persino il settore in cui ti specializzi. Piccola nota: da freelance il range si fa ancora più variabile, in base al numero e al tipo di clienti che riesci a seguire. Ma una cosa è certa: il digital strategist continua a essere tra le figure più richieste e meglio retribuite del marketing moderno.

Perché le aziende hanno bisogno di un digital strategist oggi

Siamo sinceri: oggi il digitale non è affatto più il “far west” di una volta. Parliamo di un ambiente dove competizione e overload di contenuti sono la norma – e senza una direzione precisa rischi grosso. In sintesi? Le aziende hanno bisogno di un digital strategist come dell’aria che respirano!

Avere una persona che trasforma tanti tentativi casuali in una vera strategia, razionalizzando risorse, budget e personale, permette davvero di ottenere risultati e non solo promesse. Chi lavora così non si accontenta di reagire: anticipa il mercato, prevede i trend e si adatta ai cambiamenti in tempo reale.

Essere presenti online non basta più; serve saper costruire relazioni solide, farsi ricordare, differenziarsi dalla massa. E, se ci pensi, il digital strategist – ancor meglio se con una visione a 360° sui media – non è una spesa, ma un investimento: è il motore segreto del vero successo digitale di ogni azienda lungimirante.

In poche parole, il digital strategist non è solamente un “esperto di digital”, ma un po’ il direttore d’orchestra, un po’ l’analista maniaco dei dettagli e, spesso, il leader che tutti guardano nei momenti cruciali.

Dal disegnare una strategia alla perfezione, al monitorare ogni singola campagna, il suo lavoro sblocca davvero il potenziale digitale che molte aziende nemmeno immaginano di avere. Insomma, chi oggi sa riconoscere il suo valore si assicura un vantaggio competitivo reale, e affronta il futuro digitale senza paura… ma soprattutto, con la rotta ben chiara davanti a sé.

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